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Ricostruzione LCA con agumentation (Dr. Alberto Siclari)

L’intervento di ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore è una pratica ormai consolidata da molti anni.
L'uso di un trapianto prelevato dai tendini gracile e semitendinoso o dal tendine rotuleo o, meno frequentemente, di un legamento da cadavere porta a buoni risultati nell’80-90% dei casi.
Le situazioni di fallimento possono essere imputabili ad errori di tecnica chirurgica, problema comune a tutti i trattamenti chirurgici, o ad un fallimento biologico dell’innesto. Il peggioramento delle proprietà biologiche di quest'ultimo può portare ad un importante indebolimento meccanico che conduce ad una rottura o ad un'adulazione del neo legamento a seguito di un trauma di modesta importanza. Per minimizzare i rischi di un fallimento biologico è possibile associare un augmentation biologica al neo tendine per facilitarne l’attecchimento e contemporaneamente dare un'elevata tenuta meccanica immediata: la possibilità di una rieducazione precoce senza rischi di stress eccessivo sull’impianto è uno dei vantaggi di questa tecnica. Il tessuto artificiale utilizzato è l’Artelon, materiale affidabile, lentamente biodegradabile con la capacità di essere ben riabitato dalle cellule del paziente e con una resistenza ed un'elasticità simile ai legamenti umani. Solitamente questa tecnica prevede il prelievo del tendine gracile o del semitendinoso che viene accuratamente suturato su una fettuccia di Artelon a formare un neo legamento.
Dopo aver preparato il tunnel tibiale ed il semi tunnel femorale si fa scorrere il neo legamento all'interno dell'articolazione e si procede alla fissazione nella maniera abituale, solitamente con un meccanismo a carrucola nella parte femorale, che inoltre consente un facile scorrimento del neo legamento e con una vite tibiale ad interferenza.
Sistema ancora più efficiente è fissare la parte tibiale con un sistema a pressione che permette una regolazione accurata della tensione del neo legamento.