Akron Regeneration S.r.l.

Osteotomie tibiali di addizione con PRP

Prof. Federico Alberto Grassi

Direttore struttura complessa ortopedia e traumatologia
Azienda Ospedaliera Universitaria Maggiore della Carità di Novara

Utilizzo di Osteoplant® cunei di spongiosa e concentrato piastrinico (PRP) nell’osteotomia devarizzante tibiale in addizione

Il normale allineamento dei segmenti scheletrici dell’arto inferiore è necessario per una corretta distribuzione del carico tra i due compartimenti femoro-tibiali, interno ed esterno, del ginocchio. Qualora sia presente una deviazione dell’asse di carico, si verifica un sovraccarico relativo su uno dei due compartimenti, con possibile usura delle sue superfici articolari e insorgenza di artrosi monocompartimentale.
Le possibili deformità del ginocchio vengono distinte in varismo (“gambe arcuate”) e valgismo (“gambe a X”): gli interventi di osteotomia, praticati a livello della tibia o del femore, sono volti a correggere tali deviazioni per ripristinare un corretto asse di carico dell’arto inferiore. In questo modo si può prevenire il danno articolare o, in presenza di artrosi monocompartimentale, controllarne i sintomi e rallentarne l’evoluzione.
La nostra esperienza con Osteoplant® cunei di spongiosa e concentrato piastrinico è stata sviluppata per la correzione del ginocchio varo attraverso una tecnica di osteotomia della tibia prossimale in addizione. Questa procedura prevede la creazione di un cuneo a base mediale che viene stabilizzato con una placca dedicata: lo spazio creato all’interno dell’osso spongioso viene riempito con Osteoplant® cunei di spongiosa già modellato per adattarsi perfettamente al grado di correzione pianificato.
L’aggiunta di PRP (concentrato piastrinico ottenuto da sangue periferico) consente una più rapida e completa integrazione dell’innesto e, nell’immediato postoperatorio, un migliore controllo del dolore in sede di intervento, probabilmente in virtù di un’azione emostatica. Questo effetto analgesico si traduce in una migliore compliance del paziente al protocollo riabilitativo, che prevede l’immediata mobilizzazione del ginocchio e la concessione progressiva del carico in tutore articolato a distanza di un mese dall’intervento.